Tour in giornata

Venezia e la peste

peste

La peste arrivò in Europa nel XIV secolo causando milioni di morti tra la popolazione che si trovò impreparata davanti alla malattia. Venezia subì diverse ondate di peste nel corso di tre secoli, e i suoi abitanti si interrogavano sempre su quali misure adottare per impedire il contagio. La lotta alla malattia influì profondamente sulla città, sulla sua storia, le sue tradizioni e sul suo assetto urbano. Vennero costruiti due lazzaretti per combattere la peste mentre per festeggiare la fine della pandemia vennero costruite due chiese: quella del Santissimo Redentore (1577) e quella della Madonna della Salute (1632). Probabilmente la peste arrivò a Venezia dalla Dalmazia e su circa 110.000 abitanti ne morirono almeno 40.000. Il Maggior Consiglio nominò tre esperti per gestire la pandemia e le prime misure di sicurezza prevedevano la chiusura delle chiese e delle osterie perché luoghi di assembramento e venne imposto un controllo sulla pulizia delle case. All’epoca Si riteneva che le pestilenze fossero originate dall’aria putrefatta e quindi la pulizia degli oggetti, la profumazione dell'aria e la protezione delle vie di respirazione fossero misure efficaci per impedire il contagio. I morti di peste venivano sepolti in isole lontane dal centro, per evitare esalazioni mefitiche oppure sotto grandi quantità di terrà. Alla fine della prima pestilenza il Maggior Consiglio, visto l’impatto economico che ebbero la chiusura delle osterie e i divieti di organizzare feste impose degli sgravi fiscali e per ripopolare la città favorì’ l’immigrazione. Nel 1423 ci fu un’altra ondata di peste che portò a contare 40 morti al giorno, il Consiglio decise la chiusura della città ai forestieri e l’obbligo di denuncia per le persone sospettate di essere infettate. Quell’anno venne decisa la costruzione del primo lazzaretto della storia, sull'isola di Santa Maria di Nazareth, dove si trovava l'omonima chiesa e un convento dei frati eremitani. Questa struttura serviva a isolare gli appestati dal centro della città e tenerli in un luogo specifico non tanto perché fossero curati, ma per accompagnarli al probabile decesso.

peste 1

Nel 1468, venne decisa la costruzione del cosiddetto Lazzaretto Nuovo che anziché ospitare gli appestati, serviva per la quarantena. Sorgeva su un'isola all'imbocco della laguna e tutte le navi in entrata dovevano attraccare all'isola del Lazzaretto Nuovo e sostare lì per 40 giorni, per assicurarsi che l'equipaggio non fosse portatore di malattie. Le merci venivano scaricate e disinfettate con delle fumigazioni con erbe aromatiche profumate, come rosmarino e ginepro, perché si pensava potessero eliminare i miasmi degli oggetti venuti in contatto con gli appestati. Lì venivano portate anche le persone per verificarne la guarigione o il contagio in 40 giorni. Venne anche istituito il Magistrato della sanità, composto da tre patrizi eletti annualmente, da un ufficio tecnico per le questioni burocratiche, da un medico e da un braccio armato. Questo organo gestiva le questioni sanitarie e monitorava l'andamento dei flussi epidemici. Attraverso i contatti diplomatici e alle spie che Venezia aveva in tutta Europa, il Magistrato della Sanità doveva capire dove si trovassero i possibili focolai di peste e come gli individui e le merci si muovessero nel Mediterraneo. Queste informazioni venivano poi pubblicate e condivise con gli altri stati, per avere un controllo vero e proprio dei flussi epidemici”.

la peste 2

“La terza ondata” di peste è quella del 1575-77 con un tasso di mortalità inimmaginabile per i nostri giorni. Su una popolazione di circa 150.000 individui ne morirono circa 50.000.

Vennero rafforzate le misure della quarantena nel Lazzaretto Nuovo e fu in quel periodo che si consolidò, da parte dei medici, l'uso di indossare una lunga veste che copriva da capo a piedi, compresa di guanti e cappello, e di coprire il volto con una maschera dotata di un lungo becco riempito di erbe profumate per proteggere l'apparato respiratorio ed evitare di inspirare l'aria ammorbata. Per evitare il contatto con i pazienti Il medico era munito di una stecca, perché oltre che con l’aria, si sospettava che anche il contatto potesse favorire la trasmissione della malattia. Per ricordare la fine di questa pestilenza, venne eretta sull'isola della Giudecca la chiesa del Redentore, progettata da Andrea Palladio, e ancora oggi, durante la terza domenica di luglio, si svolge ogni anno la Festa del Redentore. L'ultima grande ondata di peste, dopo la quale Venezia non conobbe più gravi epidemie di questa malattia, fu quella del 1630-31, raccontata da Manzoni nei Promessi sposi. A Venezia, questa ondata causò la morte di 50.00 persone Su 140.000 abitanti. Questa pestilenza fu in parte nascosta dal governo veneziano per evitare le possibili ripercussioni economiche però peggiorò la diffusione della malattia. Anche alla fine di questa pestilenza ci fu un famoso ex voto. Nel 1632 fu edificata la chiesa della Madonna della Salute e il 21 novembre ricorre l'omonima festa in ricordo della fine dell'ultima grande epidemia che colpì la città di Venezia”.

Con NDV, viaggi senza problemi anche in un periodo come questo.

Abbiamo implementato le misure di sicurezza a bordo dei nostri mezzi per garantirvi tranquillità e serenità in ogni momento del vostro tour.

Get in touch

Compila il modulo sottostante per metterti in contatto. Ti risponderemo al più presto.

I campi contrassegnati con l'asterisco (*) sono obbligatori.

Valore non valido
Valore non valido
Valore non valido
Valore non valido
Devi accettare la nostra Privacy Policy per inviare la tua richiesta
Valore non valido

Copyright © New Deals Venice s.r.l.